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Risposta a on Souad Sbai. PDF Stampa E-mail
giovedì 13 novembre 2008
Ho letto con stupore le critiche rivoltemi dall'on. Souad Sbai nel bell'articolo intitolato Moschee, ecco gli errori della proposta Musso pubblicato dal Secolo XIX. Molte argomentazioni da lei sviluppate, infatti, in particolare ove sottolinea che "la questione di fondo non riguarda le moschee in sé, ma l'uso e il controllo che se ne fa", non solo mi vedono perfettamente d'accordo, ma vanno proprio nel senso del mio disegno di legge sulla costruzione di edifici religiosi (Atto Senato n. 1042) che la collega critica.

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Grazie a tutti. PDF Stampa E-mail
giovedì 25 settembre 2008

Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri a voce, via telefono, e-mail, con i post sui siti di Primocanale e sul "Secolo" on line. Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno aiutato in questa vicenda: dai colleghi consiglieri, ai medici e operatori del 118, a quelli del San Martino.


Non è stato un infarto, ma nemmeno un attacco di noia (a Tursi, non si sa mai...). Probabilmente una crisi fisica dovuta al troppo lavoro: con poche ore di sonno, giorni di quasi digiuno, ritmi di lavoro serrati. E' sempre stato un mio difetto il non riuscire a "selezionare" quando ci sono tante aspettative, mentre il tempo, le energie e le capacità sono limitate. Un eccesso di senso del dovere, se così si può dire, che spesso mi è costato nella sfera privata, e che ora ho rischiato di pagare anche in salute.

Ma ogni volta si impara qualcosa, e, come diceva un filosofo non più di moda, "quello che non ci uccide ci rende più forti".
Grazie ancora, e ciao a tutti


Enrico Musso

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Ci scrive Marco... PDF Stampa E-mail
mercoledì 10 settembre 2008
Una mia recente passione è la lettura di testi universitari delle facoltà di economia, giurisprudenza e scienze politiche.

Due settimane fa decido di capire in che modo questa passione possa essere messa a frutto prendendoci una laurea e, per tale ragione, comincio un po’ di ricerche in Internet per la facoltà di scienze politiche, “Organizzazione Risorse Umane” di Genova.

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Su Università e Decreto Legge 112. PDF Stampa E-mail
venerdì 25 luglio 2008
Chiamato in causa dal Signor Stefano Boero ("mi domando come il senatore Enrico Musso, professore del nostro Ateneo, possa approvare una legge simile"), ammetto che le disposizioni riguardanti l'università del decreto-legge 112 sulla finanza pubblica, mi trovano parzialmente in disaccordo.

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Sulla questione moschea. PDF Stampa E-mail
lunedì 21 luglio 2008
Credo che sia pieno diritto dei musulmani di Genova poter portare i loro figli a pregare in una moschea costruita, e non in uno scantinato. E poi, la Genova che dominò il Mediterraneo e il mondo con la forza della sua economia, politica e cultura, ha avuto moschee, accolto migranti di ogni paese e religione, e si è rafforzata economicamente e culturalmente.

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Sulla questione Alitalia. PDF Stampa E-mail
martedì 24 giugno 2008
300 milioni ad Alitalia, visti da sinistra: un regalo pagato dai contribuenti. Visti da destra: il male minore per gli Italiani, di fronte al rischio di diventare una dépendance della Francia, come Carlà. Ma l’Italia è la settima potenza economica mondiale, con regioni fra le più ricche d’Europa, primaria destinazione turistica, un potenziale di 200 milioni di passeggeri, e la tratta più redditizia del mondo, la Milano-Roma. Con questi numeri, per rimetterci un milione di euro al dì (“Più voliamo, più perdiamo”, la sintesi dell’indimenticato a.d. Cimoli, due milioni l’anno di paghetta), non è indispensabile essere incapaci, però aiuta molto. Alitalia prima o poi sarà studiata nelle università. Titolo: come non gestire un’impresa. Corso progredito.

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Replica al senatore Longhi PDF Stampa E-mail
sabato 17 maggio 2008
Non capisco, e mi addolora, l’acrimonia con la quale si dedica nuovamente a me l’ex senatore Aleandro Longhi, che per altro conosco appena. Già l’anno scorso, durante la campagna per il sindaco di Genova, egli, suppongo nel tentativo di screditarmi agli occhi dei miei potenziali elettori, sostenne più volte e pubblicamente che io fossi iscritto alla (per altro meritoria, a mio avviso) associazione culturale il Maestrale, fondata da Claudio Burlando. Semplicemente non era vero, e dopo un paio di mie garbate richieste di attenersi alla verità, fui costretto – facendo una certa violenza su me stesso, poiché è nota la mia indole per nulla aggressiva – a sbugiardarlo pubblicamente, a margine di un incontro a Palazzo Tursi. Oggi torna all’attacco, cogliendo l’occasione (o il pretesto?) di un mio intervento nel quale spiego le ragioni del mio tentativo di continuare a svolgere il ruolo di Consigliere Comunale di Genova malgrado la mia recente elezione a senatore (tentativo cui rinuncerò se dovessi constatarne l’impossibilità, o se semplicemente me lo chiedessero i miei elettori), e argomento la mia conseguente richiesta di riportare la seduta del consiglio al lunedì, come usava ai tempi in cui vi erano consiglieri che erano contemporaneamente parlamentari. Sul primo punto cito due precedenti illustri, Adamoli e Biondi (ne esistono certamente altri); sul secondo punto, sottolineo che il Consiglio si teneva il lunedì fino a quando, dopo le dimissioni del senatore Longhi (cronologicamente, a quanto mi è stato riferito, l’ultimo consigliere-parlamentare prima di me), il giorno di riunione venne portato al martedì. Una citazione, come si vede, del tutto neutra nei suoi confronti, e soprattutto molto marginale rispetto all’argomento sviluppato. Una citazione che non meritava la replica irata e un po’ scomposta con cui il senatore Longhi smentisce ciò che io non ho detto (non ho infatti sostenuto che lui non si dimise, anzi ho precisato che lo fece) e non smentisce, anzi conferma esplicitamente, ciò che io ho detto (che, cioè, il Consiglio si svolgeva il lunedì quando vi erano consiglieri che erano contemporaneamente parlamentari). Forse una lettura frettolosa ha indotto il senatore Longhi a questa disputa davvero poco appassionante. Che gli serve quasi solo come pretesto per esprimere una serie di valutazioni critiche sul sottoscritto, certamente legittime, ma come minimo un po’ “fuori tema”. Spero che questa ulteriore precisazione abbia finalmente chiarito che mi ero espresso con precisione, e che comunque non intendevo affatto, e tuttora non intendo, polemizzare con il senatore Longhi.

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Se debba dimettermi o meno dal Consiglio Comunale. PDF Stampa E-mail
giovedì 15 maggio 2008

Il nuovo sondaggio che pubblichiamo chiede la vostra opinione sulle recenti polemiche in merito alla questione se debba dimettermi o meno dalla carica di consigliere comunale in seguito all'elezione al Senato della Repubblica. Sono state pubblicate sui principali quotidiani diverse lettere con le opinioni di cittadini genovesi.

Ho risposto recentemente ad alcune di queste lettere.

Nella sezione rassegna stampa è possibile leggere alcuni interventi sui quotidiani di cittadini genovesi in proposito.

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Risposta a lettere pubblicate da Il Giornale PDF Stampa E-mail
giovedì 08 maggio 2008
Leggo le critiche dei signori Filippo Arvigo, Franco Lentini e Stefano Tortello alla mia decisione di mantenere l’incarico di Consigliere Comunale di Genova pur essendo nel frattempo stato eletto Senatore per il Popolo della Libertà. Sono sinceramente e profondamente dispiaciuto che secondo loro io abbia “tradito gli elettori genovesi” dando un “esempio di incoerenza e di opportunismo molto simile agli uomini della prima repubblica”; che per “avere rispetto dell’elettorato” dovrei dimostrare “onestà intellettuale e capacità di sintesi”; o che mi descrivano, cito, “tarato di esponenzialità ipersoggettive”. Sono rammaricato che uno di essi affermi che “i militanti di base del PdL” (esprimendosi a nome di tutti) sono della stessa opinione. In realtà, altri militanti di base ed esponenti del PdL si sono espressi, alcuni anche pubblicamente, a favore della mia permanenza in Consiglio. E nello stesso senso mi pare debba interpretarsi quanto pubblicamente dichiarato da Claudio Scajola quando, all’atto della presentazione dei candidati alle elezioni politiche, auspicò che il mio incarico parlamentare fosse “a tempo”, in attesa di una nuova candidatura a Sindaco di Genova nel 2012.
 

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Riceviamo e pubblichiamo da Laura. PDF Stampa E-mail
giovedì 24 aprile 2008
Voglio portare la mia testimonianza di scrutatrice nei Padiglioni dell'ospedale San Martino.

Ho visto persone con cateteri e flebo attaccate che faticavano a tenere la matita in mano, o malati tremolanti con il parkinson, ho visto persone all'Ist con poco tempo davanti a loro ma tutti con la grande voglia di votare.
 
Non so per chi hanno votato e non lo voglio sapere, ma so solo che queste persone ringraziavano di cuore chi aveva permesso loro di poter esprimere il loro voto che per qualcuno era anche l'ultimo della loro vita.

Questa secondo me è stata la migliore risposta a tante persone che hanno auspicato il non voto, e per questo ve lo ho voluto comunicare.
 
Certo ora bisognerà rimboccarsi le maniche ma agendo, non lavandosene le mani.

E questo vale per tutti i partiti, di destra e di sinistra, visto che son tutti partiti formatisi da pochi mesi e quindi debbono ancora darsi una connotazione precisa.

E di questo dovreb bero approffittarne anche i liberali per capire chi sono e chi vogliono essere, ma uniti, perchè diversamente, allora sì che rischierebbero di morire.

Laura

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Ha vinto la nuova politica. PDF Stampa E-mail
giovedì 17 aprile 2008
La vittoria del Pdl è il primo risultato della nuova politica. Con un voto inequivocabile gli italiani hanno bocciato una classe politica le cui continue divisioni interne hanno escluso l’Italia dalle grandi sfide globali. Si è così formato un consenso fortemente maggioritario per realizzare quell’evoluzione politica a cui il nostro paese non può più rinunciare. Il voto per il Senato in Liguria ha riflesso questa tendenza nazionale ma si è intersecato anche con l’attenzione alle specificità regionali. Anche la Liguria si rialza e risponde con entusiasmo al progetto di una regione finalmente inserita nell’economia europea e globale, alla ricerca di nuovi primati ma anche fiera delle sue vocazioni turistiche e delle sue tradizioni culturali. E’ il mio programma politico ma è soprattutto l’impegno personale che ho assunto con voi, senza promesse inutili ma con l’onestà di quella stretta di mano con cui ci siamo incontrati per le nostre strade. Con la stessa emozione, adesso, vi ringrazio per avermi concesso l’onore di essere un Senatore della Repubblica in rappresentanza della Liguria. Il modo migliore per ricambiare la vostra fiducia è lavorare per la nostra Regione.

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Sulla questione rifiuti. PDF Stampa E-mail
sabato 12 gennaio 2008
Sul disastro-rifiuti, Giuliano Amato ha dichiarato testualmente: “Queste bande di criminali colpiscono in modo non pianificato e senza una strategia complessiva”. Se vi resta la forza di ridere, queste parole sembrano descrivere alla lettera il comportamento di Pecoraro Scanio, Bassolino, Russo Iervolino e quant’altri. Inutile adesso concentrarci sul “non vogliamo i rifiuti di Napoli”: presto, molto presto, saremo sommersi dai nostri stessi rifiuti – tragica metafora del tracollo della società opulenta. E purtroppo non c’è motivo per sperare che lo stesso contesto politico, istituzionale e morale (scusate il termine) produca qui un personale politico differente che a Napoli o a Roma. La buona notizia è questa: che gli uomini e donne che ci governano conoscono bene gli errori da evitare, perché li hanno commessi quasi tutti.

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Gli amici di nonna Marta PDF Stampa E-mail
mercoledì 19 dicembre 2007
Scarica la poesia - File .pdf 31 Kb

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Rispondo a Franco Manzitti PDF Stampa E-mail
martedì 11 dicembre 2007
Rispondo all’intervento di Franco Manzitti su Repubblica/Il Lavoro del 10/12/2007. Va a finire che diventa colpa mia. O di Renata Oliveri. Se i tre enti deputati a scegliere i candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale hanno fatto i nomi di tre “professionisti della politica”. Due da sempre. Su internet non è dato rintracciarne neppure la formazione (Margini “ha cominciato giovanissimo la sua esperienza politica nel Pci ricoprendo vari incarichi pubblici”; Merlo consigliere comunale a 25 anni, vicesindaco a 32). Costa da molti anni, dopo un passato remoto universitario. Se nel scegliere hanno più o meno ignorato la norma di legge che richiede “un esperto di economia dei trasporti e portuale”. Se – mentre Repetto ha correttamente affrontato l’argomento in consiglio provinciale – il Sindaco ha finto che si trattasse di un’azienda comunale, riservando la nomina a se stessa e ai suoi incontri privati, mentre la legge dice che “il Comune” designa, e non “il Sindaco”. 

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