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Non capisco, e mi addolora, l’acrimonia con la quale si dedica nuovamente a me l’ex senatore Aleandro Longhi, che per altro conosco appena. Già l’anno scorso, durante la campagna per il sindaco di Genova, egli, suppongo nel tentativo di screditarmi agli occhi dei miei potenziali elettori, sostenne più volte e pubblicamente che io fossi iscritto alla (per altro meritoria, a mio avviso) associazione culturale il Maestrale, fondata da Claudio Burlando. Semplicemente non era vero, e dopo un paio di mie garbate richieste di attenersi alla verità, fui costretto – facendo una certa violenza su me stesso, poiché è nota la mia indole per nulla aggressiva – a sbugiardarlo pubblicamente, a margine di un incontro a Palazzo Tursi. Oggi torna all’attacco, cogliendo l’occasione (o il pretesto?) di un mio intervento nel quale spiego le ragioni del mio tentativo di continuare a svolgere il ruolo di Consigliere Comunale di Genova malgrado la mia recente elezione a senatore (tentativo cui rinuncerò se dovessi constatarne l’impossibilità, o se semplicemente me lo chiedessero i miei elettori), e argomento la mia conseguente richiesta di riportare la seduta del consiglio al lunedì, come usava ai tempi in cui vi erano consiglieri che erano contemporaneamente parlamentari. Sul primo punto cito due precedenti illustri, Adamoli e Biondi (ne esistono certamente altri); sul secondo punto, sottolineo che il Consiglio si teneva il lunedì fino a quando, dopo le dimissioni del senatore Longhi (cronologicamente, a quanto mi è stato riferito, l’ultimo consigliere-parlamentare prima di me), il giorno di riunione venne portato al martedì. Una citazione, come si vede, del tutto neutra nei suoi confronti, e soprattutto molto marginale rispetto all’argomento sviluppato. Una citazione che non meritava la replica irata e un po’ scomposta con cui il senatore Longhi smentisce ciò che io non ho detto (non ho infatti sostenuto che lui non si dimise, anzi ho precisato che lo fece) e non smentisce, anzi conferma esplicitamente, ciò che io ho detto (che, cioè, il Consiglio si svolgeva il lunedì quando vi erano consiglieri che erano contemporaneamente parlamentari). Forse una lettura frettolosa ha indotto il senatore Longhi a questa disputa davvero poco appassionante. Che gli serve quasi solo come pretesto per esprimere una serie di valutazioni critiche sul sottoscritto, certamente legittime, ma come minimo un po’ “fuori tema”. Spero che questa ulteriore precisazione abbia finalmente chiarito che mi ero espresso con precisione, e che comunque non intendevo affatto, e tuttora non intendo, polemizzare con il senatore Longhi.
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1. ce rode? Scritto da ellebi, il 17-05-2008 16:29 Non ti curar di lor ..ma guarda e passa... |
2. La Vincenzi Imploderà sicuramente Scritto da andrea cevasco, il 17-06-2008 13:07 Una polemica triste triste. Non esiste incompatibilità della carica, hanno promesso di ricandidarti alla prossima consultazione comunale. Secondo il mio piccolo punto di vista il problema è un'altro: essere consigliere comunale dà indirettamente visibilità alla persona. Essere consigliere provinciale significa essere invisibile all'opinione pubblica. Essere consigliere regionale, gratifica economicamente ma non praticamente. Quindi tutti a dire cosa si deve fare e come si ci deve comportare in Giunta Comunale! Con critiche gratuite il più delle volte.... Tieni duro sono convinto che la Vincenzi prima o poi imploderà a mezzo della sua maggioranza. E Tu devi essere pronto e informato. www.andreacevasco.com |
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