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Una mia recente passione è la lettura di testi universitari delle facoltà di economia, giurisprudenza e scienze politiche. Due settimane fa decido di capire in che modo questa passione possa essere messa a frutto prendendoci una laurea e, per tale ragione, comincio un po’ di ricerche in Internet per la facoltà di scienze politiche, “Organizzazione Risorse Umane” di Genova.
Dopo un po’ di navigazione, non avendo ancora ben chiaro il flusso, scrivo un’e-mail cui mi viene risposto di rivolgermi allo sportello dello studente.
Lo sportello è aperto solo dalle 9:30 alle 12 ed il martedì due ore al pomeriggio.
Per fortuna non ci sono distinzioni meteorologiche o di congiunzioni astrali quindi, sebbene dubbioso sul rischio ponte vacanziero di San Giovanni, decido di recarmi quest’oggi a chiedere informazioni.
E’ aperto, malfidato!
Cartello: “Prima di prendere il numero, chiedere al personale”.
D:“Scusi, avrei bisogno di informazioni per scienze politiche”
R:“numero rosso”
Mi volto e, sopra al distributore, c’è un cartello, rosso pure lui (e butta già male), “Numero per informazioni su scienze politiche”.
Perchè chiedere al personale? Forse ci si può iscrivere da analfabeti? Servizio per daltonici? Primo pensiero a Brunetta.
Se non altro, c’è un bel terrazzino in ombra in cui attendo pazientemente che arrivi sto benedetto 65.
Nel frattempo, miracoli della tecnologia, riesco a lavorare col palmare dialogando con mezzo mondo fino al mio turno. L’impiegato supponente non gradisce che, invece di dedicargli all’istante totale attenzione dopo quaranta minuti di attesa, stia scrivendo un’e-mail in Germania per un affare da migliaia di Euro. Forse pensa sia un SMS all’amata.
D:”Scusi, vorrei avere informazioni per iscrivermi come studente lavoratore a scienze politiche: sa, dopo ventidue anni so che ci sono stati un sacco di cambiamenti. I crediti, i corsi eccetera...”
R:”Noi non diamo queste informazioni” (Giuro!)
D:”Scherza?”
R;“No. Noi diamo informazioni di front-end (mioddio!: sapesse mai come si gestisce un front-end) Provi ad andare al terzo piano, ufficio orientamento.”
Inizio a cercare il terzo piano ma non è semplicissimo. Essendo l’ufficio orientamento, vogliono capire quanto ci metti ad orientarti.
Finalmente eccomi con tre gentili signorine.
D:”Scusi, vorrei informazioni come studente lavoratore per scienze politiche: sa, eccetera...”
R:”No! Noi non diamo informazioni su scienze politiche”
D:”SCUSI?” Trasalisco, ma nel frattempo interviene la collega e chiarisce
R:”Ah, avevo capito male! E’ che sono qui da solo una settimana ma noi non siamo in grado di darle queste informazioni. Deve andare in facoltà, però è fortunato”
ECCHEFORTUNA!
“è qui vicino in Via Balbi 5 terzo piano. Però le posso dare una brochure dei corsi del passato anno accademico” Sarà poco, ma meglio che niente. Mi sfiora comunque il secondo pensiero a Brunetta.
Arraffo il prezioso documento e parto alla ventura di Via Balbi 5.
La strada è impiastrata di scritte sul diritto alla lotta, il dovere di liberare gli arrestati, la necessità di okkupare.
Entro nel palazzone slalomando tra i calcinacci: si capisce che rischi da un momento all’altro di cadermi sulla zucca.
Perchè non lo okkupano una volta per tutte e non gli danno una risistemata?
Cerco il terzo piano ma, evidentemente, l’orientamento non è finito perchè tutto sembra concludersi al primo.
Alterno sale con scrivanie deserte e computer desolatamente spenti a saloni stracolmi con lezioni in corso per una nuova generazione di esperti in orientamento, sopravvivenza, lotta e okkupazione poi, finalmente, trovo una scala.
Salgo e finalmente scopro un cartellino “scienze politiche”. Come quelle sere in cui ti perdi nei paesini di amici lontani e, dopocena, cerchi disperatamente il cartello dell’autostrada.
Sali, sali, sali e finalmente, tra portali in legno massiccio che ti intimoriscono con scritte bronzee tipo “Presidenza”, “Rettorato”, “Regno delle due Sicilie”, “Impero del Fannientismo”, trovo un bell’ufficio senza cartello alcuno ma un freddo cane condizionato. Però è l’unico aperto: non vorrei scegliere il portale sbagliato e trovarmi di fronte all’Imperatore in persona. Mi infilo e, per fortuna, è quello giusto. Il piercing è di rigore, quanto il freddo.
D:”Scusi, vorrei informazioni per iscrivermi come studente lavoratore a scienze politiche: sa, eccetera...
R: ”Può prendersi quella brochure che c’è lì (n.d.s.:la stessa che ho in tasca) oppure guardare su Internet: ci trova tutto”
Mentre scendo, affranto e sconsolato, un adesivo falcemartelluto su un armadio mi ricorda che dobbiamo essere contro la cancellazione dell’articolo 18. Brunetta dove sei?
Ripenso a quell’avvocata che senza laurea ha vinto decine di processi o a quel dentista mai entrato in un’università i cui pazienti erano soddisfattissimi.
Questi sono coloro che ti dovrebbero dare un attestato di laurea in “Organizzazione delle risorse umane”.
Mi resta un amaro sorriso mentre ritorno, tristemente, ai miei libri a casa, sperando non sia stata, nel frattempo, okkupata. Aggiungi ai preferiti (16) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Stampa | E-mail
1. Storie vecchie alla genovese Scritto da mcsxp, il 27-09-2008 08:15 Lo provai sulla mia pelle anni fa, a ingegneria, pur essendo già iscritto e avendo dato esami mi fu impossibile continuare a studiare quando ho cominciato a lavorare. Ho ripreso gli studi qualche hanno fa, con grande fatica a Torino, dove però fanno anche corsi serali e al sabato, e se dio vuole prossimo hanno finisco. Ci sono anche le università serie. |
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