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Giorno di svolgimento Consiglio comunale. PDF Stampa E-mail

Giorno di svolgimento delle sedute del Consiglio comunale.

Signor Presidente, Signora Sindaco, Colleghe e Colleghi Consiglieri.
 
Ho chiesto che le sedute del Consiglio tornino a svolgersi il lunedì - anziché il martedì, come è prassi da alcuni anni - onde permettermi di prendervi parte, analogamente a quanto avvenne nei precedenti casi in cui altri consiglieri comunali si siano trovati a svolgere contemporaneamente l'incarico di parlamentari nazionali. La mia richiesta implica certamente una deliberazione “ad personam”: non vi è oggi altro motivo per questo spostamento se non il permettermi, come candidato sindaco sconfitto rappresentante il 46% del voto popolare, di partecipare al meglio possibile ai lavori.
Analogamente, però, l'eventuale rifiuto non può non essere una decisione “contra personam”: assunta, come molti hanno apertamente ammesso, per impedire ad un unico e determinato consigliere comunale di svolgere il proprio mandato.
Non voglio eludere gli altri argomenti che sono stati addotti per opporsi alla richiesta:
 
  • le difficoltà organizzative per la presentazione di iniziative ex art. 54 e 55 del Regolamento. Le quali appaiono però risolvibili, mantenendo il limite per la loro presentazione alle ore 12 del giorno feriale precedente il Consiglio (il venerdì), e prevedendo, per le sole iniziative legate a situazioni maturate nel fine settimana, una corsia preferenziale con scadenza il lunedì mattina.
  • la possibilità di conflitto con impegni nel frattempo già assunti da altri consiglieri per altri giorni della settimana, o di problemi nei rapporti con l’emittente televisiva che riprende le sedute. Per questi motivi, che ritenni fondati, io stesso proposi, fin da quando la conferenza dei capigruppo aveva in origine – lo ricordo a tutti – approvato lo spostamento di giorno, che l’inizio delle riunioni al lunedì potesse essere procrastinato al termine dell’estate, o addirittura all’inizio del 2009. Purtroppo in quel ritardo concordato si inserirono inattesi ripensamenti che ci hanno portato al dibattito odierno.
  • L'argomento sviluppato dal consigliere Gagliardi, secondo il quale il carico di lavoro di un consigliere comunale richiede un impegno a tempo pieno, non compatibile con il contemporaneo svolgimento di un’altra attività. Questo argomento intende evidentemente ergersi al di sopra della normativa vigente, che consente di svolgere contemporaneamente i due mandati, e tra l'altro ammette che la decisione sul giorno della riunione persegue in realtà tutt'altro obiettivo (l’esclusione di un consigliere che si giudica non in condizione di svolgere il proprio mandato). Tuttavia, al di là di questo doppio e grave errore logico,  ritengo l’argomento in sé fondato. Ma dovrebbe applicarsi a tutti i consiglieri che svolgono un’altra attività professionale, con la sola esclusione di coloro che – godendo di una rendita o di un vitalizio, come appunto il consigliere Gagliardi – possono vivere senza svolgere altra attività lavorativa, atteso che la retribuzione del consigliere comunale in quanto tale arriva a poche centinaia di euro netti mensili. Al riguardo, preciso che, nel mio caso, al “doppio incarico” non corrisponde una doppia retribuzione, poiché l’indennità parlamentare esclude, giustamente, la possibilità di percepire gli emolumenti da consigliere comunale, indipendentemente dallo svolgimento o meno dell'attività. In questo senso la mia permanenza in Consiglio Comunale è un risparmio per le casse del Comune e quindi per il contribuente.
 
Questi argomenti hanno indotto alcuni consiglieri a pronunciarsi da subito per il “no” allo spostamento. Più misteriosamente hanno indotto altri a cambiare idea in seguito, dopo essersi inizialmente pronunciati a favore dello spostamento, talora motivando il consenso iniziale proprio con la necessaria correttezza di riconoscere all’altra parte politica lo stesso trattamento ottenuto in passato per la propria. È il caso del primo pronunciamento favorevole del Capogruppo Farello, che personalmente apprezzai molto, e sul quale purtroppo – ma, s’intende, legittimamente – lo stesso Consigliere ha successivamente cambiato idea. Poiché le questioni organizzative sono risolvibili e un po’ inconsistenti, non si tratta qui di decidere asetticamente sul giorno di riunione del consiglio, ma si tratta invece – come tutti qui sanno – di decidere se si desidera oppure no ostacolare gravemente il Consigliere Musso, già candidato sindaco, nell’esercizio del proprio mandato. Alcuni Consiglieri hanno argomentato, a mio favore, che la presenza di un parlamentare in Consiglio Comunale può essere utile anche nella tenuta di rapporti informali con il Governo e il Parlamento nazionali. Ricordando altresì che finché in passato il Consiglio aveva visto la presenza di altri parlamentari, le sedute si tenevano proprio il lunedì. A loro va il mio ringraziamento, e l'argomento è senz'altro condivisibile, senza nulla togliere al ruolo di rappresentanza istituzionale che il Sindaco svolgerà nelle sedi istituzionali in nome di tutta la città e tutti gli elettori, inclusi coloro che hanno votato per me. Ma a questo argomento vorrei personalmente aggiungerne altri. Vorrei parlare a tutti Voi con la testa e con il cuore, non con i codici. Voglio che tutti noi ricordiamo, nel votare a favore o contro la mia presenza in questo Consiglio, le alte motivazioni – di tutti noi Consiglieri, della Signora Sindaco, e mie personali – che ci spinsero ad accettare una candidatura, ad affrontare il giudizio dei concittadini, a sopportare il duro lavoro di rappresentarli. Per i candidati sindaci, poi, dall’impegno è scaturito un programma, un’idea di città. E dal confronto fra i programmi dei due principali schieramenti, e dei due principali candidati, è scaturito il risultato delle elezioni del 2007. Risultato che permette oggi a Marta Vincenzi di essere il Sindaco di tutti noi, dopo un confronto alto sull'idea di città: il “progetto” immaginato per Genova, da realizzare per chi ha vinto, da riproporre, per chi ha perso, attraverso il controllo costante e lo stimolo a migliorare, nell'interesse di tutti, l’azione dell’Amministrazione. È questo lo spirito con il quale ho svolto fin qui la mia attività di Consigliere, e vorrei continuare a farlo. Un’opposizione rigorosa ma rispettosa, occhiuta ma onesta, nel superiore interesse di tutti i cittadini, che muove l’opposizione come la maggioranza, e che solo può indurre a comportamenti costruttivi. Il voto non è affatto sul lunedì o il martedì. È un voto su Musso o non Musso. Ma, colleghi, è giunto il tempo, in questa città e in questo Paese, che le persone scelte dai propri concittadini si impegnino tutte, e tutte insieme, consiglieri di maggioranza e di opposizione, ad esercitare la loro rapppresentanza per il bene della città, e non per perseguire le pur legittime contrapposizioni politiche. La maggioranza accolga i buoni consigli dell’opposizione. L'opposizione riconosca quanto fatto di buono da chi è al governo, adoperandosi per migliorarne l’azione, e non per affossarla. Gli uni e gli altri antepongano finalmente l’interesse collettivo alla spasmodica ricerca del consenso elettorale, e dando la migliore e sola possibile risposta alla crescente disaffezione verso la politica. È questa la risposta che oggi dobbiamo dare, prima di tutto a noi stessi. Alla nostra coscienza. Quella per la quale abbiamo un giorno deciso di dedicare una parte crescente del nostro tempo al servizio della nostra comunità. Quella per la quale siamo oggi tutti qui, in quest’aula. E la domanda non è più “lunedì o martedì?”, e neppure “Musso o non Musso?”. La domanda è: ci riconosciamo parte della comunità? Pensiamo che nel suo interesse tutte le voci debbano essere presenti, conoscendo, riconoscendo e rispettando ciascuno l’opinione e il ruolo e le ragioni dell’altro? La mia risposta è "Sì", e mi auguro che lo sia anche la vostra.