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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00093

Pubblicato il 4 giugno 2008
Seduta n. 13

MUSSO - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti. -

Premesso che:

  • durante il mese di settembre 2007 l’Amministrazione marittima italiana è stata sottoposta a verifiche da parte di ispettori dell’International Maritime Organization al fine di appurare le modalità di attuazione della risoluzione IMO A.973 (24) “Codice IMO per l’implementazione degli strumenti normativi internazionali”;
  • l’attuazione di tale risoluzione prevede l’obbligo per l’amministrazione di bandiera di adottare una serie di misure volte al miglioramento delle modalità di recepimento delle principali convenzioni internazionali nel rispetto degli obblighi derivanti dalle stesse;
  • tra gli obblighi previsti dal Codice di cui sopra, è espressamente indicato che lo Stato deve garantire che le navi battenti la propria bandiera siano gestite con un equipaggio adeguato quantitativamente e qualitativamente, con riferimento ai principi contenuti nella risoluzione IMO A.890 (21) “Principles of Safe Manning”, come modificata dalla risoluzione IMO A.955(23);
  • a seguito di tale verifica gli stessi ispettori hanno redatto un rapporto in cui si è evidenziato come l’amministrazione italiana dovesse mettere in atto (con comunicazione all’IMO entro il 5 febbraio 2008) una serie di misure per la definizione di criteri applicati uniformemente su tutto il territorio nazionale, per la determinazione dei livelli minimi di sicurezza del naviglio;
  • l’esito parzialmente negativo di tale procedura di verifica ha avuto una certa risonanza sulla stampa, soprattutto specializzata;
  • ciò ha destato timori presso associazioni di categoria (Confitarma), sindacati, armatori, in merito al fatto che i controlli che verranno effettuati nel cosiddetto “Port State Control” alle navi battenti bandiera italiana saranno più frequenti ed approfonditi,

si chiede di sapere:

  • quali misure necessarie per far fronte alle richieste emerse nel corso della verifica da parte dell’International Maritime Organization entro il 5 febbraio 2008 siano state individuate;
  • quale sia lo stato dell’elaborazione della nuova direttiva tecnico-amministrativa in oggetto per la determinazione delle tabelle minime di sicurezza del naviglio mercantile e da pesca nazionale;
  • quali azioni siano state intraprese per la tutela dell’immagine della flotta mercantile italiana, vista la già evidenziata risonanza degli eventi sin qui descritti presso la stampa nazionale, con particolare riferimento all’esclusione delle navi italiane dalla cosiddetta white list mondiale, ovvero la lista che riporta le nazioni nelle quali è ritenuto sia stata compiutamente applicata l'International Convention on Standard of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers (STCW Convention), che impone standard professionali minimi per i marittimi.
 
 
Risposta all'interrogazione n. 4-00093
Fascicolo n.4


Risposta. - In merito all’interrogazione occorre premettere che l’Amministrazione marittima italiana si è sottoposta volontariamente alle verifiche da parte degli ispettori dell’International Maritime Organization (IMO) nell’ambito di una iniziativa che lo stesso Organismo ha avviato in forma non obbligatoria, con l’adesione di alcuni stati membri, e con la finalità di valutare le modalità di attuazione sia delle diverse convenzioni internazionali obbligatorie che degli strumenti internazionali non obbligatori, come ad esempio, la risoluzione IMO A.890 «Principles of safe manning», nonché di migliorare le stesse modalità.

In tale ottica, per gli aspetti segnalati nell’interrogazione riferiti alla risoluzione IMO A.890 (21), deve essere evidenziato che nel rapporto finale degli ispettori l’osservazione oggetto di interrogazione è stata classificata come «Observation n. OB-02» ovvero, rispetto a quanto previsto in materia di Procedure IMO di Audit dalla Risoluzione IMO A.974 (24) «Framework and Procedure for the Volumentary Imo Member State Audit Scheme» come una semplice attestazione di non completa rispondenza a quanto previsto dalla risoluzione IMO A.890 (21) che non ha valenza obbligatoria nei confronti dell’attività dell’amministrazione marittima, essendo semplicemente una raccomandazione per i singoli stati membri dell’IMO.

Tuttavia, si fa presente che il Ministero ha messo in atto tempestivamente tutte le misure e le iniziative corrispondenti alle raccomandazioni riportate nel rapporto finale degli ispettori, e ne ha dato comunicazione allo stesso entro la data del 5 febbraio 2008 come richiesto.

In particolare la Direzione generale del trasporto marittimo, lacuale e fluviale già a partire dal 4 dicembre 2007, come prima misura di attuazione, ha ritenuto prioritario trasmettere a tutti gli uffici periferici marittimi la raccolta normativa contenuta nella procedura PR-SMD-05, allo scopo di fornire ai Comandi periferici i principali riferimenti normativi internazionali, comunitari e nazionali da prendere in esame per una determinazione omogenea, su tutto il territorio nazionale, delle tabelle minime di

sicurezza delle navi mercantili e da pesca nazionali.

Successivamente, al fine di ottemperare ai rilievi mossi relativi al monitoraggio sull’attività di rilascio dei certificati IMO STCW 78/1995, ha emanato i seguenti decreti: decreto del Ministero dei trasporti 30 ottobre 2007, recante: «Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e macchina per gli iscritti alla gente di mare»; decreto direttoriale 17 dicembre 2007, recante: «Programmi di esame per il conseguimento delle abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare».

Allo stato attuale è in corso l’istruttoria per la predispozione di una direttiva ministeriale in materia di livelli minimi di sicurezza delle navi, nella quale saranno fissati i criteri per la redazione delle tabelle d’armamento in osservanza delle richiamate norme IMO che regolano la materia, tenendo conto della necessaria attività di concertazione tra le parti sociali ossia le associazioni armatoriali di categoria, le associazioni sindacali dei marittimi, nonché, dell’organismo di classificazione RINA e del Comando generale del corpo delle Capitanerie di porto.

Infine, si sottolinea che le carenze riscontrate non hanno prodotto alcun danno all’immagine della flotta mercantile italiana che ancora oggi continua a figurare nella cosiddetta «White list» dei memorandum d’intesa dei Port States Control mondiali.

Si segnala che nei mesi di novembre e dicembre 2007 l’Amministrazione marittima italiana è stata sottoposta ad Audit da parte dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) al fine di verificare le modalità di applicazione delle direttive comunitarie in materia di formazione e addestramento del personale marittimo, in armonizzazione con la suddetta Convenzione STCW; a conclusione di tali controlli gli ispettori ESMEA hanno espresso complessivamente un giudizio positivo sulle modalità attuative delle direttive in questione.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
MATTEOLI
(16 luglio 2008)