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Circolare 41 E Agenzia delle Entrate e porto. |
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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00168Pubblicato il 17 giugno 2008 Seduta n. 20 MUSSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -Premesso che: - il 21 aprile 2008 la Direzione normativa e contenzioso dell’Agenzia delle entrate ha emesso la circolare n. 41/E che illustra le modifiche alla disciplina fiscale delle Autorità portuali recate dalle disposizioni contenute nell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007);
- i commi 992 e 993 dell'articolo 1 della citata legge contengono disposizioni, non solo di carattere fiscale, che mirano al rilancio e al recupero di competitività dei porti italiani, da un lato intervenendo sul regime giuridico delle Autorità portuali con l’obiettivo di attribuire alle stesse maggiore autonomia finanziaria ed efficienza gestionale, dall’altro dando impulso alle opere di ampliamento, ristrutturazione ed ammodernamento delle strutture portuali; come evidenziato nella relazione tecnica al disegno di legge dette disposizioni hanno natura interpretativa e sono finalizzate, altresì, a “ridurre il contenzioso esistente”;
- secondo la citata circolare, i beni demaniali del porto rilevano ai fini dell’imposizione sul reddito delle Autorità portuali, con la conseguenza che i canoni pattuiti a fronte della concessione degli stessi si configurano quale redditi di natura fondiaria, e non beneficiano di alcuna deduzione di costi;
- tale interpretazione implica un aggravio degli oneri fiscali delle Autorità portuali stimabile, per i porti maggiori, in svariati milioni di euro all’anno, oltre alle sanzioni per i mancati pagamenti pregressi;
- tale interpretazione susciterà verosimilmente un lungo e oneroso contenzioso fra organi della pubblica amministrazione;
- in caso di prevalenza di tale interpretazione, l’aumento dei costi per le Autorità portuali si rifletterà sui canoni di concessione, con evidenti ripercussioni di mercato a beneficio dei porti stranieri in grado di servire lo stesso bacino di traffico,
si chiede di sapere se il Governo preveda di intervenire in merito a quanto evidenziato, e con quali misure, per tutelare la già carente competitività dell’apparato portuale nazionale sullo scenario internazionale.
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