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Illustre Signora Sindaco, la città e le istituzioni sono state colte di sorpresa dalle Sue affermazioni sul diffondersi di organizzazioni mafiose a Genova, particolarmente nel centro storico. Richieste di “pizzo”, usura, negozi costretti a chiudere, e una situazione da Lei descritta in termini assai gravi, soprattutto rispetto alle ben poche evidenze in questo senso finora a disposizione di Questura, Prefettura e Magistratura.
Personalmente credo alle Sue dichiarazioni alla stampa, proprio perché se infondate sarebbero fonte di un inutile e dannoso allarme per cittadini, operatori economici, e potenziali investitori nella nostra città, che nessun sindaco avrebbe interesse a fomentare.
Non è un mistero, purtroppo, che il fenomeno mafioso, nato nel Meridione con funzioni "sussidiarie" e “parastatali”, si diffonde oggi in altri territori. E che il radicarsi di una vera e propria organizzazione imprenditoriale criminale - intesa come capacità "produttiva" stabile - scaccia rapidamente l'economia sana. Perché l’associazione mafiosa grava l'economia legale di costi impropri, aumenta la corruzione, riduce la competitività dei territori, aumenta l'incertezza e allontana gli investimenti, attirando infine altra economia malata, basata sulla violenza, lo sfruttamento del lavoro, l'immigrazione clandestina, la contraffazione. Tutte cose che Genova, già attraversata da una seria crisi economica che si somma alla gravissima crisi internazionale, non può certo permettersi.
Non mi unisco alle critiche per aver denunciato alla stampa gli elementi in Suo possesso. La esorto invece a informarne immediatamente anche la Direzione Investigativa Antimafia del nostro distretto, chiarendo quali sono le nuove evidenze in possesso dell'Amministrazione. Soprattutto se, come mi pare risulti dalle Sue dichiarazioni, persino Questore e Prefetto sarebbero relativamente disinformati proprio perché si tratta di fenomeni sotterranei e recenti, peggiorati negli ultimi mesi.
Inoltre, poiché ho l'onore di essere membro della Commissione Antimafia istituita presso il parlamento nazionale, e presieduta dal senatore Giuseppe Pisanu, desidero adoperarmi per contribuire, nel mio piccolo, a combattere la criminalità organizzata nella mia città.
La invito dunque a formalizzare la Sua denuncia anche alla Commissione Antimafia, che da parte mia vorrei sensibilizzare sul tema in occasione della sua imminente prossima seduta, anche chiedendo di invitarLa ad un'audizione, unitamente all'assessore Scidone.
Lo stesso presidente Pisanu ha più volte sottolineato l'importanza che l'attenzione della Commissione si rivolga sempre di più ai territori di nuova espansione del fenomeno mafioso. E che sia opportuno a tal fine tenere alcune riunioni della Commissione direttamente in alcune grandi città del Nord interessate dal fenomeno mafioso. Non escludo quindi una prossima riunione proprio a Genova, e in tempi rapidi.
Su argomenti come questi non può esserci divisione politica, e tutte le forze politiche, a tutti i livelli di governo, devono lavorare insieme per il bene comune, senza permettere che le strumentalizzazioni facciano perdere tempo prezioso.
Sono pronto a collaborare in nome di un obiettivo che è condiviso da tutta la città. |