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ENRICO MUSSO: “SULL’OSPEDALE DEL PONENTE IL COMUNE NON DECIDE E FORNISCE NUMERI IN LIBERTA’ – FONDAMENTALE NON METTERE IN PERICOLO I PRESIDI ESISTENTI” “Sulla localizzazione dell’Ospedale del Ponente genovese, il Comune di Genova “decide di non decidere”, fornendo alla Regione la disponibilità di cinque aree, molto diverse tra loro per dimensioni, caratteristiche, accessibilità, vincoli urbanistici.”
Lo ha detto il senatore e consigliere comunale Enrico Musso nel corso della seduta di consiglio comunale i Genova dedicata alla localizzazione dell’ospedale del Ponente. “In realtà, si rischia l’ennesima “sparata” di chiacchiere in libertà: non esiste un’analisi costi-benefici, non vi sono certezze sui finanziamenti, neppure esiste un calcolo sui possibili ricavi di una riconversione delle attuali aree ospedaliere, né tanto meno un piano di fattibilità e un piano finanziario.” “Il Sindaco – segnala Musso - allega all’ordine del giorno del Consiglio Comunale solo la relazione della Commissione sull’Ospedale Unico dell’ASL 3, documento viziato da alcune contraddizioni interne: dai parametri che esso stesso fornisce (pag. 5), il bacino di utenza di cui si parla richiederebbe 1300 posti letto + 300 per le riabilitazioni, mentre il dimensionamento proposto subito dopo è di 6-700, appena un centinaio in più di quelli di Villa Scassi dopo l’ampliamento in essere. Sempre dai parametri forniti nel documento, si evince che il nuovo ospedale potrebbe necessitare di meno di 20 mila metri quadri, mentre lo stesso documento ne richiede poco dopo un minimo di 150 mila (pari a 214 mq per posto letto!). Del tutto fantasiose risultano a questo punto le indicazioni di aree molto diverse fra loro per dimensione (da 45 mila a 202 mila metri quadrati).” “Il rischio concreto – conclude Musso – è quello di una ennesima sparata “pubblicitaria”, tesa a far credere che le amministrazioni regionale e comunale sono attive su questo tema, ma che rischiano invece di ostacolare la funzionalità delle strutture esistenti, sia di Villa Scassi che degli altri presidi territoriali del Ponente, impedendo di investire sulla loro funzionalità e fornendo pretesti per ulteriori ridimensionamenti”. |