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ENRICO MUSSO (PDL): “CARLO FELICE A RISCHIO CHIUSURA ENTRO IL 2011. SUBITO UNA CONSULTA DI ESPERTI PER ELABORARE PROPOSTE PER IL RILANCIO DEL TEATRO E LA RIFORMA DEL SETTORE” “Se non se ne ristruttura profondamente la gestione, anche grazie a una riforma della legge sui teatri lirici, di cui vorrei occuparmi personalmente entro l’estate chiedendo aiuto a tutti gli esperti del settore, il Carlo Felice chiuderà i battenti nel giro di due anni.”
Lo sostiene Enrico Musso, senatore e consigliere comunale di Genova, intervenuto questa mattina ai lavori delle Commissioni congiunte I e VIII del Consiglio Comunale, riunite a Palazzo Tursi. “L’aver trovato una possibile copertura al problema grave ma straordinario del Fondo pensioni dei lavoratori del teatro non deve far abbassare la guardia sulla gestione ordinaria del Carlo Felice, oggi più che mai sull’orlo del tracollo economico. A un anno e un mese dall’ultima riunione sul tema, in cui lo richiesi, il Consiglio Comunale è ancora in attesa di ricevere il bilancio dell’ente, fatto in sé gravissimo. I conti della gestione ordinaria sono gravati da altissimi costi fissi (circa 75%) e ricavi risibili (poco sopra il 10% dei costi). In queste condizioni, la riduzione del budget da 31 a 24 milioni farà inevitabilmente saltare il banco nel giro di un anno o due.” “La riduzione degli sprechi non basta, proprio perché i costi – frutto di anni di mala gestione da parte di amministratori incapaci e lottizzati – restano in gran parte immutati. In questi casi occorre aumentare la produzione, cioè diffondere l’attività del teatro sul territorio (collaborazioni con gli enti locali) e per le scuole (a prezzi bassi, perché si formano le giovani generazioni e si educa il pubblico di domani), utilizzare maggiormente l’edificio del teatro, ospitandovi molte più manifestazioni e dando in affitto gli spazi inutilizzati.” “Se è vero che nessun teatro lirico si mantiene senza sovvenzioni pubbliche, è anche vero che pochi hanno mostrato una così scarsa capacità di attrarre sponsor privati e un così basso rapporto fra ricavi e costi. Qui addirittura manca il piano d’impresa che fissi almeno obiettivi di copertura parziale delle perdite, come se il fatto di essere un ente pubblico dovesse garantire la copertura a pie’ di lista di qualunque spesa inutile. Fondamentali, poi, una programmazione pluriennale e l’inserimento nei “pacchetti” degli operatori italiani e stranieri del turismo culturale.” Musso annuncia l’imminente costituzione di un gruppo di lavoro di esperti del settore per mettere a punto proposte per la rinascita del Carlo Felice, nonché proposte per la riforma della normativa sui teatri lirici. “Genova – conclude Musso – non può rinunciare al suo teatro lirico. Al di là della sua sostenibilità economica, esso è una parte insopprimibile della cultura e dell’intelligenza di una città, da cui discende la sua identità e la sua storia, e – solo dopo – la sua immagine e la sua promozione turistica”.
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