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Il Comune tassa anche gli animali. PDF Stampa E-mail

 

I CONSIGLIERI COMUNALI MUSSO, CENTANARO, BASSO E MUROLO PRESENTANO UN EMENDAMENTO URGENTE.

 

“Per rimpinguare le casse comunali Marta Vincenzi, novello “sceriffo di Tursingham”, tassa anche gli animali”. Enrico Musso non va per il sottile di fronte al progetto dell’Area Territorio e Sviluppo del Comune che propone 18 nuove imposte, alcune delle quali colpiscono, appunto, chi possiede animali, nonché chi esercita la professione di veterinario.

I proprietari di animali pagheranno 70 euro per il loro trasporto; i veterinari saranno costretti a sborsare 915 euro per un ambulatorio. Tasse alle quali i Consiglieri comunali Enrico Musso, Valter Centanaro, Emanuele Basso e Giuseppe Murolo si opporranno in consiglio comunale, con un emendamento soppressivo della proposta della giunta e del Sindaco Vincenzi.
L’iniziativa stigmatizza gli effettivi intenti della giunta e del sindaco. “Altri costi e altra burocrazia a fronte dei quali il cittadino non riceverà alcun servizio” commentano i consiglieri, che sottolineano anche la scarsa chiarezza della delibera in questione. Quali sono gli animali per cui sarà necessario chiedere e pagare l’autorizzazione al trasporto? Tutti o solo alcuni? Nel testo di presentazione delle imposte questo non è chiarito. Ancora, ogni quanto tempo i veterinari saranno costretti a pagare per ottenere il via libera all’esercizio della propria attività? Annualmente? Una tantum?
Domande che per ora non trovano risposta e lasciano solo spazio alle perplessità.
La categoria dei veterinari, secondo Musso, andrebbe, anziché tassata, incentivata nella propria professione. Si tratta per lo più di giovani liberi professionisti che debbono fare anche gli imprenditori. Oltre ad affrontare uno dei corsi di laurea più lunghi e impegnativi, devono poi esercitare un’attività che ha molte delle caratteristiche, dei costi e dei rischi – concorrenza inclusa – di un normale esercizio commerciale. Il tutto per svolgere un’attività di evidente interesse pubblico, di cui il servizio sanitario nazionale non si occupa. Per quale motivo infliggere loro una tassa in più?
Nel complesso le nuove “tariffe” proposte dalla giunta riguardano anche la “zonizzazione acustica”, l’”inquinamento acustico”, l’”inquinamento idrico”. La tariffa più elevata riguarda le spese istruttorie finalizzate a variare la zonizzazione acustica comunale: 915 euro e 50 centesimi per inoltrare una domanda senza certezza, naturalmente, dell’esito finale. La più bassa ammonta a 35 euro ed è relativa alle non meglio specificate “Variazioni amministrative” in materia dei già poco chiari “Diritti animali”. Nel mezzo vi è una costellazione di tariffe che perlopiù variano dai 50 ai 70 euro che riguardano l’istruzione di pratiche per poter “inquinare” l’aria o i corsi d’acqua. Nella quasi totalità dei casi, i tecnici del Comune che hanno messo a punto la proposta hanno motivato le spese con i costi “dell’istruttoria” e del relativo personale necessario ad istruire la pratica. “Un ragionamento che è una sorta di circolo vizioso – osservano i firmatari dell’emendamento: se non venissero introdotte queste autorizzazioni e relative tasse, le pratiche stesse non esisterebbero, e non avrebbero quindi alcun costo. Perché dunque sarebbero necessarie queste pratiche? Qual è l’utilità di un’autorizzazione specifica per il trasporto degli animali, ad esempio? Ogni voce deve essere motivata e spiegata ai cittadini, con argomenti convincenti”.