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ENRICO MUSSO CONTESTA GLI INCARICHI ESTERNI CONFERITI DAL SINDACO NEL 2008. Il consigliere comunale Enrico Musso presenterà nei prossimi giorni 5 interrogazioni al Sindaco Vincenzi per chiedere conto di alcuni particolari emersi dalla pubblicazione on line degli incarichi esterni conferiti dalle amministrazioni pubbliche a cura del Ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta. Le cinque interrogazioni riguardano: 1. Saturday morning speaking: Musso fa ai colloqui con i cittadini svolti il sabato mattina. “A parte il nome assurdo (chiamarli “Colloqui con il sindaco” fa provincia?), perché conferire un incarico esterno da 31.560 euro all’anno, cioè oltre 600 euro per ogni sabato mattina, ai quali peraltro il sindaco partecipa di rado? 2. Comunicazione del PUC: Musso chiede conto della necessità di incaricare due persone esterne al Comune, al costo di 38.400 euro, per “comunicare” alla città il Piano Urbanistico Comunale. 3. Supporto al Sindaco per la promozione della città e i progetti culturali: Il “supporto per il Sindaco” (giro di parole per non dire “consulenza”, che il Sindaco si vanta di aver tagliato) su questi temi si sostanzia in un incarico da 96 mila euro conferito per altro a un consulente esterno (Nando Dalla Chiesa) dal grande curriculum politico (ex parlamentare e sottosegretario di Prodi) e professionale (docente di sociologia della criminalità organizzata) ma non specifico sul tema in oggetto. Musso segnala inoltre che a tempo di contratto ormai concluso i consiglieri comunali hanno ricevuto dal consulente solo un breve documento di considerazioni introduttive e programmatiche. “Non dimentichiamo – sottolinea Musso – che il predecessore di Dalla Chiesa, Stefano Francesca, prima dell’arresto per la tangentopoli genovese costava ai Genovesi “solo” 64.000 euro, escluso, se vogliamo, il danno di immagine…”. 4. Supporto al Sindaco in materia di urbanistica: è fornito dall’architetto e docente Richard Burdett, al prezzo di 54.500 euro per 6 mesi. Musso rileva che Burdett è di fatto il sostituto di Renzo Piano, del quale Vincenzi aveva promesso la consulenza gratuita, donata alla sua città. “Chiesi in un intervento in consiglio e in un’interrogazione – ricorda Enrico Musso – se la gratuità di Renzo Piano avrebbe escluso emolumenti a collaboratori e sostituti, oltre a rimborsi spese per tutti. Detto fatto: la “mente” del costosissimo Urban Lab voluto da Marta Vincenzi non è più Renzo Piano, e soprattutto non è gratis. Piano – sottolinea ancora Musso – era uno dei tre “uomini d’oro” che il sindaco presentava “fuori giunta”, per dare il vero colpo d’ala all’azione della sua amministrazione. Degli altri due, purtroppo, uno – Maurizio Maresca – l’ha mandata a quel paese direttamente dalle pagine dei giornali, mentre l’altro – Carlo Freccero – si è visto praticamente solo per la foto di gruppo inaugurale, e se è venuto altre volte non pare aver lasciato tracce significative”. 5. Sostegno psicologico a persone in difficoltà: infine, Musso chiede dettagli sulla spesa di ben 439.259 euro in un anno per il sostegno psicologico alle persone in difficoltà individuate all’unità operativa del Comune “Cittadini senza territorio”. “Si tratta – dice Musso – di nomadi, persone senza fissa dimora, stranieri, verso i quali gli uffici comunali svolgono un’opera meritoria, con dedizione e professionalità. Ma la bontà dei fini non autorizza inefficienze: quanti nomadi, immigrati e persone senza fissa dimora hanno usufruito del servizio? Quanto ci è costato, di conseguenza, il sostegno psicologico a ciascuno di essi? E con quali risultati?” “Genova, in proporzione agli abitanti, ha da quattro a sei volte i dipendenti comunali di molte città europee dove si vive spesso molto meglio, come Barcellona. Il nostro personale è spesso personale qualificato e lavora con dedizione. Sarebbe ora di organizzare meglio la macchina comunale, e motivare meglio i dipendenti, in modo da non dover ricorrere continuamente a incarichi esterni.” “Intanto, Genova è invasa da manifesti (pagati dai contribuenti) in cui il sindaco si vanta di aver tagliato consulenze per 2 milioni di euro (ben 30 centesimi al mese per ciascun cittadino genovese!). Queste qui devono essere sfuggite, probabilmente perché non sono “consulenze” ma “supporti al sindaco. Peraltro, eventuali tagli di consulenti non hanno consentito alleggerimenti delle tasse comunali, che sono anzi aumentate, probabilmente perché c’erano da pagare questi altri.” Leggi un ulteriore commento di Enrico Musso e vai alla rassegna stampa.
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