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AL FERRARIS MANCANO I SEGGIOLINI PER IL GENOA IN EUROPA, MUSSO: “IL SINDACO CHIARISCA LE RESPONSABILITA’ E IL CDA DI SPORTINGENOVA SI TENGA PRONTO ALLE DIMISSIONI”.
[Leggi l'interrogazione; leggi gli articoli in rassegna stampa] Fra due o al massimo tre settimane il Genoa giocherà in Europa League dopo 17 anni di assenza dalle competizioni europee, ma – come è ormai noto – lo stadio Luigi Ferraris non è pronto per accoglierne i tifosi. Mancano infatti i seggiolini a norma Uefa, dei quali il Comune, attraverso la società Sportingenova, ha programmato l’installazione solo quest’estate.
Secondo quanto riportato dalla stampa, Sportingenova avrebbe individuato il fornitore (un’impresa di Bologna) direttamente, senza procedere a regolare gara, a suo dire a causa dell’urgenza, ma in questo modo inducendo il ricorso di un’altra impresa, genovese, che avrebbe voluto partecipare alla gara. Il ricorso è stato riconosciuto fondato dal Tar, e successivamente – par di capire dalle cronache – il Consiglio di Stato ha annullato la sospensiva, senza entrare nel merito della fondatezza del ricorso.
Il consigliere comunale e senatore Enrico Musso ha preannunciato un’interrogazione urgente al Sindaco, prefigurando la possibile richiesta di dimissioni del CdA di Sportingenova, per avere chiarimenti sugli aspetti che seguono:
1. Se a termini di legge Sportingenova avesse o meno titolo a scegliere il fornitore senza procedere a gara. “Se non poteva – sottolinea Musso – il ritardo dovuto al ricorso è colpa di Sportingenova, e non dell’impresa ricorrente, che ha il solo torto di pretendere il rispetto delle regole”;
2. Perché non si sia comunque provveduto prima. “Dirà il Tar se Sportingenova poteva o no scegliere il fornitore senza bandire una gara, in ragione dei tempi stretti; ma in ogni caso – rileva Musso – i tempi sono diventati stretti a causa dell’inerzia precedente: le regole Uefa sui seggiolini esistono da tempo; Comune e Sportingenova potevano e dovevano programmare per tempo una regolare gara, che avrebbe garantito un acquisto alle migliori condizioni economiche; Sportingenova è del Comune e i suoi risultati economici pesano sulle tasche dei contribuenti genovesi”.
3. Con quale criterio sia stato scelto, in assenza di gara, il fornitore. “È evidente che se è l’urgenza che autorizza a “saltare” la gara, allora ai criteri di economicità e di qualità (che non si sa se e come siano stati presi in conto, vista l’assenza di gara) doveva aggiungersi la capacità di assicurare fornitura e montaggio in tempi brevissimi. Magazzino, produzione e disponibilità di addetti al montaggio (o capacità di reclutarli tempestivamente) dovevano essere decisivi, mentre a quanto risulta questi requisiti non sussistono in capo all’azienda fornitrice.
Questi gli argomenti di cui Enrico Musso chiederà conto al Sindaco Marta Vincenzi e all’Assessore allo Sport. “Va riconosciuto – chiarisce Musso – che l’assessore allo sport ha assunto la carica da pochi giorni e non gli si possono imputare i ritardi precedenti. Al contrario, se emergessero responsabilità in capo agli amministratori della società Sportingenova, questi dovrebbero rassegnare le dimissioni, per manifesta incapacità a programmare la risposta a esigenze prevedibilissime, come le preesistenti regole Uefa e il Ferragosto. Insomma, di fronte alla loro incompetenza in materia di “sedute”, l’unica cosa seria che resterebbe loro da fare sarebbe abbandonare immediatamente quelle su cui oggi riposano. Ma soprattutto il Sindaco dovrebbe finalmente interrogarsi sulle capacità amministrative in seno alle troppe aziende inutili e costose che il Comune alimenta con i soldi dei cittadini”.
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