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Elezioni, Enrico Musso propone revisione costituzionale: “Valore elettorale alle schede bianche”. PDF Stampa E-mail

 

RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI PROPORZIONALE AL NUMERO DI SCHEDE BIANCHE O NULLE. NEL DDL ALTRE DUE PROPOSTE.

Il senatore Enrico Musso presenterà come primo firmatario un disegno di legge costituzionale che incide sul numero di parlamentari eletti, facendolo in parte dipendere dal numero di schede bianche o nulle. (Consulta la rassegna stampa)

In un momento in cui quasi tutte le forze politiche hanno posto all’ordine del giorno, fra le riforme istituzionali, la riduzione aprioristica del numero di parlamentari (di solito accompagnata dalla differenziazione delle funzioni delle camere), il ddl proposto da Enrico Musso lascia invece immutato il numero “massimo” di deputati e senatori eleggibili, ma punta invece, in modo del tutto innovativo, su una riduzione proporzionale all’“astensionismo critico” rappresentato dalle schede bianche e dalle schede nulle, fino ad un massimo di un terzo dei parlamentari eleggibili.

“L’obiettivo – spiega Musso – è scoraggiare l’astensionismo di chi non va a votare dando invece utilità concreta alla scheda bianca. Oggi astensionismo e schede bianche sono totalmente irrilevanti, poiché i seggi sono distribuiti sulla base dei soli voti dati ai partiti. Così, invece, l’elettore avrebbe uno strumento per premiare o penalizzare la classe politica: si darà voce all'insoddisfazione degli elettori in modo meno qualunquista e più efficace di una semplice riduzione “fissa” dei parlamentari. La scheda bianca è un chiaro, consapevole e civile segnale di dissenso che non va ignorato ma deve anzi essere rivalutato. Lo strumento potrà sia ridurre l’assenteismo dalle urne, sia di conquistare voti oggi che oggi l’elettore attribuisce “turandosi il naso” verso il partito ritenuto meno peggiore”.

La proposta di Musso stabilisce comunque in un terzo l’entità massima della decurtazione, onde non compromettere la funzionalità del Parlamento: gli attuali 630 deputati (di cui 618 eletti in Italia e 12 all’estero) potranno scendere fino a 424 (412+12), e gli attuali 315 senatori (di cui 309 eletti in Italia e 6 all’estero) potranno calare fino a 212 (206+6).   

Nello stesso disegno di legge Enrico Musso propone di introdurre altre due innovazioni, una “politica” e una “tecnica”.

La prima stabilisce che le leggi, ordinarie e costituzionali, che incidono sul sistema elettorale si applicano a partire dalla seconda elezione successiva all’entrata in vigore della riforma. “Si favorirebbe la neutralità della decisione al momento dell'approvazione della riforma – conclude Musso – evitando che, come avviene oggi, i partiti mirino a cambiare la legge elettorale ordinaria, spesso negli ultimi mesi della legislatura, con un occhio ai sondaggi più recenti e l’altro agli effetti della possibile riforma sullo scenario politico del momento”.

La seconda stabilisce che il numero dei parlamentari da eleggere in ogni circoscrizione andrà calcolato sulla base delle rilevazioni anagrafiche all’ultimo 31 dicembre, anziché, come oggi avviene, ai risultati dell’ultimo censimento. “I censimenti hanno cadenza decennale e occorrono poi alcuni anni per i risultati definitivi – commenta Musso – con il risultato che la rappresentatività delle circoscrizioni elettorali si basa su dati demografici che risalgono talvolta a dieci ed oltre anni prima”.

Enrico Musso depositerà domani il suo disegno di legge, e da domani inviterà i colleghi senatori ad aggiungere la propria firma. Il ddl sarà presentato definitivamente entro la fine di Settembre.

Vai al disegno di legge.