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Guarda e ascolta la dichiarazione di voto su youtube. Dichiarazione di voto sul ddl sul processo breve (A.S. 1880 , Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi penali). In Assemblea. Discussione 20 gennaio 2010. Signor Presidente, Senatori,
devo questa sofferta dichiarazione di voto - oltre che, ovviamente, agli elettori - al gruppo dei colleghi del Pdl e della maggioranza, cui oggi più che mai mi sento politicamente e umanamente legato; al Presidente Gasparri e al Presidente Quagliariello, che ringrazio per la paziente interlocuzione; e soprattutto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, cui devo la mia candidatura e di fatto (con questa legge elettorale) la mia presenza qui.
Credo che la maggioranza abbia commesso un errore nel non ammettere - avendo il le ragioni e il consenso popolare per farlo - che vi erano in realtà due obiettivi distinti: quello, ufficiale, della ragionevole durata del processo; e quello, non dichiarato, e che ha finito per diventare una sorta di "agenda nascosta", della tutela del Presidente del Consiglio dalle incursioni di una (sia pur piccola) parte della magistratura. Dichiararlo apertamente avrebbe consentito di dar luogo a due provvedimenti distinti, ciascuno ben più efficace rispetto al proprio obiettivo, e privi dei danni collaterali di questo provvedimento.
L'opposizione, dal canto suo, non ha ammesso che la tutela del Presidente del Consiglio, e del potere esecutivo, dal potere giudiziario non è solo un problema di Silvio Berlusconi, ma un problema del Paese, atteso che tre delle cinque ultime legislature si sono concluse "per via giudiziaria". E non ha ammesso che la lunghezza dei processi si deve spesso, più che alla carenza delle risorse per la giustizia, alla loro ben scarsa produttività.
Resta il fatto che questa maggioranza ha la forza, il consenso e le ragioni per parlare chiaro al Paese, tutelare l'esecutivo e la funzionalità delle istituzioni dalle incursioni giudiziarie (la separazione dei poteri), e assicurare ai cittadini tutti processi di durata certa e ragionevole. Ne sarebbero scaturiti due distinti provvedimenti, e li avrei probabilmente votati entrambi, così come ho votato il c.d. "lodo Alfano" e sono a favore del c.d. "legittimo impedimento".
Anche per questi motivi, e per evitare strumentalizzazioni politiche, che sarebbero in contrasto con la mia lealtà verso chi mi ha candidato e il gruppo politico nel quale mi riconosco, non mi asterrò sul provvedimento - l'astensione essendo equiparata a un voto contrario - e mi limiterò a non partecipare alla votazione.
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