“Musso mi fa pena, lo hanno mandato avanti per strappare la città ai comunisti, e ora è sotto attacco della compagnia che si è scelto”. Così l’on. Vincenzi, che ringrazio per la premura quasi amichevole, subito seguita, purtroppo per lei, da un sermone non richiesto sulla dignità e l’etica (altrui). Non mi sento in alcun modo sotto attacco del Pdl per il fatto che l’on. Biasotti ha manifestato un’opinione parzialmente diversa dalla mia sul tema della moschea. Non ho ritenuto di replicare perché nella foga di un dibattito preelettorale può capitare, anche nei confronti di un alleato, che sfugga un’espressione sgradevole. Non gli mancherà certo il mio sostegno per questo. Io mi sento, con tutti i miei limiti, a disposizione dei cittadini genovesi che non condividono il modo in cui l’on. Vincenzi governare la città, che non l’hanno votata, o – peggio – che l’hanno votata e oggi sono profondamente delusi e insoddisfatti dei risultati dei suoi tre anni di amministrazione. Proprio per questo motivo intendo candidarmi a Sindaco di Genova, soprattutto se l’on. Vincenzi aspirerà ad un secondo mandato, che considererei nefasto per la città. Ma ovviamente il Pdl ha piena libertà di scegliersi il proprio candidato. E il fatto che abbia in più occasioni manifestato l’intenzione di candidare me non gli preclude la possibilità di cambiare idea. A proposito del “cambiare idea”, argomento sul quale l’on. Vincenzi mi somministra la lezione di etica e dignità. Io cambio le mie idee abbastanza spesso, e precisamente ogni volta che ne scopro di migliori. È nella mia natura di liberale e di studioso. Invece non lo faccio mai perché mi conviene, nemmeno per salvare una candidatura. Se non sarò il candidato sindaco del centro destra, non sarà “per colpa” della moschea, degli immigrati, o delle mie dissociazioni dal Pdl su alcuni temi della giustizia o della bioetica. Sarà “per colpa” delle mie idee. E in quel caso, comunque, non vorrei far pena a nessuno: tornerò ad un lavoro che considero il più bello del mondo, perché aiuta i giovani ad affrontare la vita. Io non ho bisogno della politica, e tanto meno del potere.
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