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“Nei giorni scorsi ci sono state alcune malignità di troppo, sulla stampa, nei partiti, alle quali non ho partecipato, quindi riferisco cose lette in merito ad una specie di duello o di classifica tra la Signora Vincenzi e Pericu, in qualche modo su chi era il peggior Sindaco. Devo dire che in questa vicenda sembra dire che in questa classifica il Prof. Pericu ha decisamente allungato rispetto alla sua concorrente, la quale, secondo alcuni, l’avrebbe anche rimarcato, ma non è questo il punto. Io credo che se noi andiamo a vedere quello che fu fatto in quella occasione dalla Giunta Pericu troviamo come minimo un vizio procedurale su un punto cruciale che attiene alla partecipazione democratica nel processo con cui si determinano gli orientamenti intorno all’uso del territorio della comunità. Allora, visto che si è più volte sottolineato che Pericu è un valente amministrativista, mi permetto anche di aggiungere che l’Assessore all’Urbanistica di allora è oggettivamente un urbanista fra i più qualificati del paese, stava in quegli anni facendo un gran numero di piani regolatori, in giro per l’Italia credo che stesse lavorando a quello di Parma; la domanda che nessuno qui sembra si sia posto è perché è stata fatta una cosa che questa sentenza sembra delineare o sembra indicare come viziata da un vizio procedurale veramente molto rilevante. Va detto che negli anni successivi della Giunta Pericu, arrivò a farne parte come Assessore all’Area Vasta anche la Prof.ssa Vincenzi, che evidentemente non ha certo responsabilità in quello che fu fatto prima del suo arrivo, ma che neppure ebbe da eccepire negli anni in cui fece parte della Giunta; poi divenne anche Sindaco e divenne contemporaneamente anche Assessore all’Urbanistica e possiamo dire che l’orientamento in allora assunto in una logica di assoluta continuità sia stato mantenuto fino ad adesso. Io non sono un giurista e non sono in grado di valutarli, però sono stati formulati dei dubbi, in particolare dal consigliere Arvigo, dal consigliere Lecce (non so se posso qualificarli dubbi, ma comunque qualche perplessità) sulla sentenza del Giudice Amministrativo. Quindi può darsi che con la successiva sentenza, dopo il successivo ricorso magari, scopriremo che invece la decisione di Pericu era in realtà giusta, come peraltro lui rivendica; lui dice di aver seguito un orientamento giurisprudenziale prevalente e che quindi ha fatto bene a fare così, e se tornasse indietro lo rifarebbe. Anche un po’ per questo io avevo proposto, credo che poi il Gruppo lo farà, una richiesta di audizione del Professor Pericu, in modo da spiegarci quali sono state le motivazioni di questa scelta. Credo che, andando un po’ nel senso di quello che diceva il consigliere Basso, sarebbe stato meglio, senza perdere tanto tempo, cercare di capire un po’ meglio anche con l’aiuto di questa audizione, che cosa era successo e che cosa eventualmente si può fare per non correre rischi, peraltro paventati dall’intervento dello consigliere Basso, che eventualmente potremmo avere con la delibera odierna. Se mi è consentito qualche brevissimo rilievo di carattere politico. Io mi permetto di dire, rispetto la scelta del Sindaco di aver mantenuto per sé la delega all’Urbanistica, ma ho il sospetto che forse anche questo episodio, come alcune altre vicende di scelte importanti dal punto di vista territoriale che in questi anni non si stanno assumendo, denota che forse sull’Urbanistica serve che ci sia una persona che abbia solo quella responsabilità, che su quello fallisce oppure riesce; perché il Sindaco ha una grande quantità di elementi su cui può venire giudicato, su alcuni positivamente, su alcuni negativamente. Secondo me sarebbe bene responsabilizzare maggiormente una persona diversa dal Sindaco a prescindere dalle qualità del Sindaco e da quelle dell’eventuale Assessore sui temi dell’Urbanistica. Il secondo rilievo politico che viene da fare è che comunque sia andata questa vicenda configura un pasticcio confezionato e speriamo adesso in via di sanatoria nell’ambito di una Amministrazione in cui sono cambiate le persone ma non è cambiata la formula politica. Vorrei commentare che l’impresa, incluse le imprese che vivono ed operano in questo settore nella nostra città che non hanno moltissimo lavoro da fare per i motivi che conosciamo, ha bisogno di certezze ed evidentemente è comunque danneggiata da orientamenti di questo tipo. Non so quanto fondato infine sia il suggerimento dato dallo stesso Prof. Pericu di approfittare di questa occasione per non limitarsi a una fotografia di quello che fu fatto dieci dodici anni fa. Sembra un pochino che se questa città dopo dieci - dodici anni ritiene che la cosa migliore che possa fare per il piano urbanistico sia quello di fotografare la situazione esistente dodici anni prima, in qualche modo da un lato non si parli di discontinuità e in qualche modo rappresenti una sorta di rassegnazione rispetto ad un esistente su cui non si riesce ad attuare alcuna svolta.”
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