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Mozione di Musso al Senato: "Via i supporti cartacei nei lavori parlamentari". PDF Stampa E-mail

 

Il Sen. Enrico Musso (PdL) propone con una mozione al Senato, che sottoporrà alla firma dei colleghi alla ripresa di Settembre, il “passaggio al digitale” per tutti gli atti relativi ai lavori parlamentari, con un risparmio (stimato dall’Istituto Bruno Leoni) di oltre 15 milioni di euro all’anno.

“Il Parlamento – spiega Enrico Musso – sostiene già oggi le spese per la digitalizzazione dei suoi documenti e offre del resto un servizio di alta qualità; tuttavia vige ancora la prassi per cui sono irricevibili documenti (disegni di legge, proposte di emendamenti, atti di sindacato e controllo parlamentare) trasmessi per via telematica. Tutto va trasmesso su carta, e – quel che è peggio – viene spesso “ribattuto”, con il costo del lavoro che si somma a quello della carta.”
Il Parlamento deve dunque adeguarsi ai migliori standard tecnologici e digitalizzare le proprie operazioni. Dice Enrico Musso: "Con le tecnologie digitali, la posta certificata e la firma elettronica i parlamentari potranno lavorare meglio e più rapidamente, e le ore-uomo dei funzionari parlamentari – personale altamente qualificato e decisamente ben retribuito – potranno essere impiegate in modo più efficiente e per compiti più qualificanti".

“Tutte le aziende – prosegue Musso – hanno approfittato della tecnologia per ridurre i costi e migliorare l'efficienza delle loro operazioni. Il Parlamento, invece, pur essendosi dotato di supporti digitali all'avanguardia, non li ha sostituiti, ma li ha semplicemente aggiunti alle vecchie procedure che si svolgevano interamente su carta, con grande dispendio di tempo e di denaro. In un momento di austerità in cui chiediamo a tutti di partecipare ai sacrifici per il bene del Paese, anche il Parlamento deve fare la sua parte abbandonando prassi che, ormai, resistono solo qui.

Enrico Musso presenterà la mozione sulla digitalizzazione degli atti parlamentari alla riapertura dei lavori del Senato, e raccoglierà le firme dei colleghi che desiderano sollecitare questa riforma piccola, ma a costo zero, a risparmio garantito, e culturalmente significativa.

 

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