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Intervento su emissione obbligazionaria (BOC) per 25.616.000 euro. PDF Stampa E-mail
Signor Presidente, Signora Sindaco, Signora Assessore al Bilancio, Colleghi Consiglieri.
 
L’emissione obbligazionaria sulla quale il Consiglio è chiamato a pronunciarsi è destinato in larghissima parte (circa il 90%) ad opere di manutenzione straordinaria – per lo più piccoli interventi e lavori urgenti di ripristino – su strade, marciapiedi ed altri manufatti urbani, da eseguirsi a cura dell’azienda ASTER e (per una piccola parte di tale quota) all’acquisto di arredi o altro materiale di rapida obsolescenza (materiale informatico, etc.).    
 
La necessità di procedere quanto prima a questi lavori è sotto gli occhi di tutti i cittadini. Tuttavia la proposta di deliberazione sottoposta all’esame del Consiglio è fonte di gravi perplessità per almeno tre ordini di motivi:  
 
1. Pur confidando che la qualifica di manutenzione straordinaria sia legalmente corretta, e che di conseguenza sia legalmente consentito il finanziamento di tali spese attraverso il ricorso all’indebitamento a lungo termine (25 anni), è di tutta evidenza che un indebitamento venticinquennale per opere di piccola manutenzione, per opere stradali di relativamente rapido deterioramento, e ancor più per acquisto di oggetti a rapida obsolescenza è economicamente insano. Una corretta amministrazione delle finanze pubbliche comunali, ispirata non solo al rispetto del dettato legislativo, ma al buon senso e alla buona amministrazione del denaro pubblico, vorrebbe che a tali forme di indebitamento si facesse ricorso per realizzare opere destinate a durare nel tempo, come case popolari, impianti sportivi, o come la metropolitana, cui è infatti destinata una parte (purtroppo, solo poco più dell’8%) dell’indebitamento in questione. Al contrario, ricorrendo all’indebitamento a lungo termine per opere quali quelle incluse nell’elenco prospettato si addebita alle generazioni future una qualità dell’ambiente urbano che sarà fruita solo per pochi anni.  
 
2. Il Comune di Genova ha raggiunto un indebitamento vicino ai 1.400 milioni di euro, pari a circa 2220 euro per abitante. Pur essendo ancora ampiamente al di sotto dei limiti massimi consentiti dalla legge, questo livello di indebitamento è eccessivo, soprattutto perché la dinamica del debito è andata peggiorando nel corso degli anni. Questo dato è un’ulteriore conferma che l’amministrazione del Comune procede su binari economicamente non sostenibili. Chi governa la città preferisce incassare il facile beneficio politico delle opere e rimandare alle generazioni future il costo di un eventuale dissesto o di un difficilissimo rientro rispetto al deficit che state costruendo anno dopo anno. Questa politica di indebitamento si aggiunge ad altri comportamenti economicamente preoccupanti – come la svendita del patrimonio immobiliare comunale o addirittura la svendita del territorio, finalizzata ad incassare gli oneri di urbanizzazione e, in prospettiva, l’ICI – perseguiti per fare fronte ad una spesa poco più che corrente.

3. La stragrande maggioranza del finanziamento a lungo termine in esame è destinata ad opere che, ancora una volta, saranno assegnate, in affidamento diretto e senza gara, all’azienda ASTER. In tutto il mondo, minori costi sono assicurati dal sistematico ricorso a procedure di gara, che in questo comune vengono invece sistematicamente evitate, malgrado siano state richieste a più riprese anche dall’Unione Europea, che come è noto sta valutando la procedura di infrazione contro il governo italiano proprio per lo scandaloso affidamento diretto trentennale ad ASTER dei lavori di
manutenzione sul territorio genovese. All’alto costo delle manutenzioni si aggiunge una notoriamente bassa qualità delle stesse, frutto di una cronica mancanza di controlli da parte dell’appaltante, Comune di Genova, che in questo modo trascura l’interesse del cittadino genovese facendo all’opposto quello del suo “fornitore”. Ricorderà la signora Sindaco come questo tema fosse  stato uno di quelli sui quali Ella aveva promesso di marcare con maggior vigore la discontinuità della “nuova stagione”. Sembra invece che, passata la festa elettorale, dopo poche settimane si ricominci con le stesse logore maschere che si agitano stancamente su un ben mesto palcoscenico.  
 
Per questi motivi annuncio il voto contrario alla proposta di deliberazione.